martedì 19 dicembre 2017
Natale 2017
Cari amici,
Quest'anno vi mandiamo i nostri auguri con una "letterina" molto speciale: la trovate nella pagina dedicata alle nostre lettere dal Kenya.
Buon Natale a tutti.
Ilaria e Fabio
Tommaso e Edoardo.
domenica 22 ottobre 2017
Ottobre 2017
Ciao a tutti!
Pubblichiamo oggi la nostra nuova "lettera dal Kenya"... piena di festa e di colori!!
A prestissimo
Ilaria e Fabio
con Tommaso ed Edoardo
mercoledì 21 giugno 2017
Estate 2017
Cari amici,
Vi invitiamo a leggere la nostra lettera del mese di giugno, appena caricata nel blog... anche se ormai siamo a fine mese!!
Con l'occasione auguriamo a tutti una buona estate: che sia riposante e, soprattutto, ... lenta.
Un abbraccio
Ilaria e Fabio
con Tommaso e Edoardo
lunedì 27 marzo 2017
Pasqua 2017 - post e lettera
Uno
sguardo che comunica amore
Questa
è la storia di Susan, una ragazza di 25 anni che vive nella comunità di
Betania, una delle due case dell’Arche Kenya a Nyahururu.
Susan
è cerebrolesa e nell’ultimo anno è stata per parecchio tempo ricoverata in
ospedale per problemi respiratori.
Non
può permettersi di prendere freddo. Il freddo la farebbe riammalare e ritornare
ad essere debole senza la possibilità di vivere la sua quotidianità (qui la
mattina ci sono dai 6 ai 9 gradi), perciò nei periodi più freddi esce di casa
verso le 11.30/12.00, quando l’aria è un po’ più caldina e la temperatura più
mite, per recarsi ai laboratori del Marleen facendo a piedi circa 3 km in
compagnia della sua assistente Dorcas.
Il
suo ‘lavoro’ consiste nel fare bigliettini (per Natale, Pasqua, san Valentino,
compleanni, feste varie….): stende il colore a tempera su un cartoncino con un
rullo di legno creato apposta per lei. Una volta asciugato il colore
l’assistente Marion taglia il foglio in varie forme e dimensioni per poi
incollarle nei bigliettini a seconda dei desideri di chi li ha commissionati.
Tra
i tanti doni che Dio ha dato a Susan, ce n’è uno in particolare che noi
ammiriamo proprio tanto: saper comunicare qualsiasi cosa con gli occhi.
La
disabilità di Susan infatti non le permette di parlare, perciò tutto quello che
vuole dire, lo comunica attraverso lo sguardo.
Si
capisce subito se è arrabbiata, triste, felice, stanca… Te lo dice con gli
occhi, e gli occhi non sanno mentire…
E
sentiamo una vera gioia nel cuore quando vediamo che gli occhi le luccicano
dall’emozione mentre balla a modo suo trascinando i piedi sul pavimento e
muovendo la testa e il braccio non paralizzato.
Se
le si chiede se le piace il suo lavoro al Marleen, lei risponde annuendo e facendo
vedere come incarta bene nel cellophane trasparente i bigliettini finiti per
portarli poi in negozio pronti per la vendita. La sua assistente dice sempre
che Susan è l’unica in quel laboratorio che sa come imbustare i bigliettini nel
modo giusto, col logo dell’Arche dietro e i suoi disegni davanti.
Ci
siamo resi conto che quando siamo con Susan, riconosciamo in lei il volto di
Gesù:
non
servono tante parole per esprimere gratitudine verso qualcuno che si prende
cura di noi, basta un sorriso sincero;
non
servono tanti discorsi teologici per parlare d’amore, dell’amore di un Dio che
si prende cura degli ultimi, basta uno sguardo che ti legge nell’anima e che ti
apprezza per quello che sei;
non
servono tanti dialoghi per tessere amicizie e relazioni se queste nascono dal cuore;
bastano
due occhioni, un sorriso e un emozione che vanno al di là di ogni discorso.
Che sia anche per voi una Pasqua di silenzi
e di occhi che brillano
perché il Signore è risorto per noi e per
tutte le Susan del mondo!
Auguri!
PS - vi invitiamo a leggere anche la nostra "lettera" di marzo
giovedì 29 dicembre 2016
Natale 2016 - post e lettera
“Dammi
da bere” dice Gesù alla Samaritana (GV 4, 7) , e Madre Teresa ci invita: “ Mandami
qualcuno da amare Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di
cibo; (…) quando ho bisogno che ci si occupi di me, mandami qualcuno di cui
occuparmi; quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione su un’altra
persona.”
Pensiamo
che dopo due anni di missione in Kenya quello che stiamo vivendo sia il dono
più bello e significativo che il Signore poteva darci. Proprio quando eravamo
più stanchi e più fossilizzati sui nostri bisogni Dio ci ha mandato un bambino
di cui prenderci cura. La nostra famiglia si è allargata per il periodo delle
vacanze natalizie. Ci è stato chiesto di prendere in affidamento e di
accogliere un bambino di cinque anni che vive al Talitha Kum (casa per bambini
orfani malati di HIV nata nel 2005 da un progetto del St. Martin CSA). Abbiamo
detto di si alla vita, abbiamo aperto le porte dei nostri cuori e della nostra
casa a una creatura che non ha mai avuto la fortuna di conoscere il significato
dell’amore in famiglia. Ci stiamo accorgendo giorno dopo giorno che non siamo
noi a “dare da bere” a lui, ma è lui, nella sua innocenza e semplicità di bimbo,
a dissetarci da quella sete di affetto e amore di cui abbiamo bisogno, insegnandoci
l’arte della pazienza, la perseveranza, l’andare POLE POLE (in Kiswahili
significa ‘piano piano’) e lo stupirsi per le piccole cose.
Con
lui, come anche con i nuovi colleghi e amici, nel nostro piccolo pensiamo di
aver trovato un modo nuovo di vivere tra la gente: chiamandola a stare con noi,
invitandola a condividere esperienze con noi, per farci capire che le priorità
della vita sono ben diverse da quelle a cui molto spesso diamo troppa importanza.
Ad
esempio nel mangiare: questo nostro nuovo “figlio” ci impiega il doppio del
nostro tempo e questo rispecchia quello che succede in tutte le case locali, il
condividere un piatto di riso diventa un momento sociale e di scambio. E’ un
vero modo nuovo di vivere tra la gente. Stare assieme in cerchio a raccontarsi.
Il
tempo che noi utilizzeremmo per il fare,
questi nostri fratelli ci stanno insegnando che grazie al cibo diventa un modo
di stare e condividere. Imparando
anche questa differenza culturale stiamo apprezzando un nuovo modo di
relazionarci.
Un
altro esempio è insegnargli dal principio usanze e abitudini che per noi sono
scontate: l’utilizzo del water e della tavoletta da usare all’occorrenza (qui
la gente è abituata ad avere un ‘bagno’ a pochi passi da casa con un buco per
terra simile a quella che noi chiamiamo ‘turca’).
Inoltre
la perseveranza nel dover dargli ogni 12 ore le medicine per impedire al virus
dell’HIV di riprodursi e prevalere su tutto il corpo è paragonabile alla fatica
di parlare sempre e solo in kiswahili in famiglia così da rendere partecipe
anche lui in tutti i discorsi (e in questo in nostri figli Tommaso ed Edoardo
sono i nostri maestri!).
“Venite
a vedere” urla la donna Samaritana (GV 4, 29) che vuole condividere con la gente
la bellezza dell’incontro che ha appena avuto con Colui che riconosce essere
Gesù, il Messia che tutti aspettavano.
Ce la immaginiamo così questa donna:
affannata, di corsa, accaldata, che torna in città per annunziare qualcosa di
magico che è avvenuto nel suo cuore e nella sua vita, per far conoscere a tutti
il fascino di un incontro che le ha cambiato l’esistenza.
Come
lei, anche noi ora vogliamo gridare lo splendore del vivere tra la gente del
Kenya che ci sta cambiando prospettive e priorità. Vogliamo raccontare la
grazia che il Signore ha voluto farci portando questo bimbo nella nostra casa.
Allora
vi invitiamo a gran voce: “Venite a vedere come la Missione possa rigenerare
nel profondo; riscoprite la bellezza di vivere tra e con la gente; cercatevi un
nuovo modo di rallegrarvi nel Signore!” solo così la nostra società occidentale
la smetterà di pensare solo a sé stessa.
lunedì 12 settembre 2016
La lettera di settembre 2016
Cari amici,
Vi invitiamo a leggere la nostra lettera del mese di settembre, appena caricata nel blog.
Con l'occasione auguriamo a tutti un buon inizio di scuola: anche Edo e Tommy hanno cominciato e sicuramente si prospetta un'esperienza positiva e arricchiente x tutti.
Un abbraccio
Ilaria e Fabio
con Tommaso e Edoardo
Vi invitiamo a leggere la nostra lettera del mese di settembre, appena caricata nel blog.
Con l'occasione auguriamo a tutti un buon inizio di scuola: anche Edo e Tommy hanno cominciato e sicuramente si prospetta un'esperienza positiva e arricchiente x tutti.
Un abbraccio
Ilaria e Fabio
con Tommaso e Edoardo
sabato 27 agosto 2016
La lettera di agosto 2016
Amici,
Inseriamo nel blog la nostra nuova pagina con aggiornamenti sulla vita al St. Martin.
Con il cuore e con la preghiera siamo vicini a tutte le famiglie colpite dalla tragedia del terremoto che ha devastato il centro Italia nei giorni scorsi.
Buona fine estate a tutti,
Fabio, Ilaria, Tommaso ed Edoardo.
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